Parte del testo seguente è tratto dal libro “Difetti nella progettazione acustica in edilizia” edito Maggioli. Tutti i diritti sono riservati. Non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti senza l’autorizzazione dell’autore e di Maggioli S.p.A..

In presenza di impianti aeraulici, il comfort acustico degli ambienti da essi serviti, siano questi ultimi appartenenti a unità immobiliari o appartenenti alla stessa unità immobiliare (situazione cruciale per esempio nel caso dell’isolamento tra aule scolastiche) può essere fortemente limitato.

I canali aeraulici non devono mai attraversare direttamente una parete divisoria tra ambienti da isolare acusticamente!

Nell’ipotesi che i canali non debbano mai attraversare in modo diretto le partizioni divisorie tra unità immobiliari (o locali per cui è richiesto un isolamento acustico elevato), cruciali ai fini acustici, le maggiori criticità sono correlate ad impianti di tipo canalizzato e cioè con aria convogliata ai vari locali tramite condotte e canali verso i locali in cui viene poi immessa attraverso le bocchette.

Il rumore penetra infatti facilmente nelle bocchette ed entra nei canali/condotti che – qualora non siano fonoassorbenti – lo trasportano con facilità lungo la rete aeraulica.

Qualora un’installazione di questo tipo fosse una necessità inderogabile (da escludere comunque tra partizioni di distinte unità immobiliari o che devono rispettare limiti di isolamento acustico di legge) risulta necessario progettare sistemi con silenziatori intermedi nel punto in cui i canali attraversano la partizione, rivestimenti fonoisolanti di un buon tratto di canale ed eventuale inserimento di silenziatore da ambo i lati della partizione, eventualmente rivestito con materassini fonoisolanti.

Nell’immagine seguente un esempio di posa, tra uffici; essa è stata volutamente specchiata per agevolare il concetto del silenziatore passante, o in alternativa di due silenziatori su ambo i lati, ben accostati alla partizione, che va poi sigillata con attenzione.

La rete aeraulica comune a più unità immobiliari o a più ambienti che necessitano di isolamento acustico minimo DEVE transitare in locali esterni agli ambienti abitativi, come ad esempio corridoi, cavedi, etc., come nello schema grafico successivo.

I fenomeni tramite cui la rete aeraulica riduce l’isolamento acustico è riassumibile in tre aspetti:

1) Cross-talk: un rumore generato in un ambiente si trasmette nella canalizzazione attraverso le bocchette di mandata e/o ripresa, la percorre e giunge in un altro ambiente (non necessariamente adiacente);

2) Break-in: un rumore generato in un ambiente entra nella canalizzazione che attraversa l’ambiente stesso ma senza bocchette, la percorre e si immette in un altro ambiente attraverso le bocchette;

3) Break-out: il rumore presente all’interno delle canalizzazioni si propaga per irraggiamento in altri ambienti attraversando l’involucro del condotto.

Nelle figure successive sono riportati degli schemi grafici esplicativi dei suddetti fenomeni acustici.

I fenomeni Break-in e break-out sono presenti anche in assenza di bocchette, ma come emissione e ingresso attraverso i canali, anche se in misura minore rispetto al passaggio tramite le bocchette.

Tuttavia, se l’isolamento acustico richiesto alla partizione è elevato e superiore all’isolamento acustico dell’involucro dei canali, la prestazione complessiva risulterà notevolmente ridotta. Basti considerare che l’isolamento acustico dato dai più comuni materiali che costituiscono tubazioni o canali di ventilazione può variare tra circa 15 dB e  35 dB.

Oltre a diminuire l’isolamento acustico delle partizioni divisorie, tali fenomeni compromettono il comfort acustico e in molti casi permettono la percezione del parlato tra locali distinti, anche non contigui.

Di seguito si riportano tre fotografie di tubazioni non fonoassorbenti:

A) condotti in materiale plastico, flessibile e corrugato, normalmente impiegato per impianti autonomi, con diametri tipici di 75 o 90 mm;

B) canali metallici;

C) canali in materiale espanso (polistireni, poliuretani, etc.), con rivestimento in alluminio.

Oltre alla scelta di sistemi di ventilazione autonoma, per prevenire ed evitare la problematica in sistemi di distribuzione aeraulica comuni a più unità immobiliari o locali con limiti normativi in relazione all’isolamento acustico è possibile utilizzare degli elementi da posizionare lungo i condotti per “assorbire” la rumorosità transitante in essi.

Si tratta di elementi fonoassorbenti. Tra i più impiegati vi sono setti fonoassorbenti, silenziatori oppure canali/condotti fonoassorbenti. Sono anche utilizzati plenum, ovvero “box con aumento di sezione” rivestiti internamente con materiale fonoassorbente, con ingresso ed uscita dei condotti spesso disassati.

Di seguito alcuni schemi realizzativi:

Nei casi C e D sono stati inseriti condotti fonoassorbenti, flessibili o rigidi, le cui superfici a differenza dei condotti “non fonoassorbenti” sono microforate o rivestite da materiali compatti ma “fono-trasparenti” dietro a cui sono presenti materiali fonoassorbenti, come fibre di poliestere, lane di roccia o di vetro, etc.

Con i numeri, nella fotografia poc’anzi riportata, sono codificati: 1) il rivestimento esterno, senza fori; 2) materiale fonoassorbente, fibroso; 3) rivestimento interno, micro-forato per permettere al suono di permeare allo strato fonoassorbente.

Occorre fare attenzione a non confondere canali flessibili fono assorbenti da canali non (o poco) fonoassorbenti, come quelli visibili nella figura successiva, dove si nota sempre internamente il rivestimento con film micro-forato, ma tra il materiale fibroso e il rivestimento micro-forato è interposta una sottile pellicola plastica (trasparente e non facilmente visibile ad occhio nudo senza aprire il rivestimento), che limita la propagazione del rumore verso l’elemento fibroso e ne riduce notevolmente l’effetto fonoassorbente.

Nella seguente immagine è riportato uno schema che rappresenta la criticità di un passaggio di condotti attraverso partizioni, nell’esempio tra locali ad uso comune e un alloggio, ma sarebbe analogo tra un corridoio o un atrio ed un’aula scolastica o una camera di degenza.

In assenza di un controsoffitto con alto isolamento acustico (sempre che non vi siano bocchette di servizio anche nel locale ad uso comune, nel qual caso rientrerebbe in gioco anche il cross-talk), la rumorosità dal locale ad uso comune penetra facilmente nella tubazione e nei canali della ventilazione, e da qui ai locali abitativi.

Chiamato “E” il livello emittente, “R” il livello ricevente dato dal contributo diretto “Di” (compreso trasmissioni laterali) e del contributo del ponte acustico “P.A.”. L’isolamento acustico “D” è la differenza “E – R”.

Aggiungendo un silenziatore rigido con un suo involucro sufficientemente fonoisolante oppure un condotto fonoassorbente rivestito con materassini fonoisolanti, si limita di molto la potenziale criticità e si riduce il livello di pressione sonora proveniente dal ponte acustico “P.A.”.

Il silenziatore va posto contro la partizione e ben sigillato, per evitare che ci sia un tratto di condotto con scarse caratteristiche acustiche, oppure se non potesse essere collocato a contatto il tratto di tubazione che va dalla partizione al silenziatore andrà rivestito con elementi fonoisolanti, per evitare fuoriuscita di rumore dall’involucro del condotto. In tal modo si evita la perdita di prestazione acustica della partizione. Salvo dimensionamenti più precisi, un silenziatore da 1 m di lunghezza è generalmente adeguato nella maggior parte delle situazioni.

Quanto indicato poco fa è visibile in due realizzazioni nell’immagine seguente:

Nella successiva immagine i codici numerici si riferiscono a: 1) partizione tra locale ad uso comune e ambiente abitativo; 2) silenziatore rigido da 1 m di lunghezza seguito da 3) condotto di collegamento alla unità interna per ingresso di aria di rinnovo, seguito da 4) tubazione flessibile fonoassorbente (non necessaria ma ugualmente inserita dall’installatore), 5) canali aeraulici isolati in pannello sandwich ma non fonoassorbenti, 6) condotti flessibili fonoassorbenti.

È consigliato installare almeno 1,5 metri di condotto, 7) bocchetta. Va precisato che i condotti indicati con il numero 6) non sono strettamente necessari al mantenimento dell’isolamento acustico delle partizioni, ma sono inseriti per il controllo della rumorosità dell’impianto.

Ultima nota importante è che gli elementi fonoassorbenti aiutano l’acustica, ma in generale hanno perdite di carico maggiori rispetto ad elementi lisci non fonoassorbenti. In pratica frenano il passaggio dell’aria che attraversa i condotti stessi e se il “freno” è troppo elevato il passaggio di aria e le relative portate vengono ridotte.

Per tale motivo il progetto acustico deve essere sviluppato di pari passo ed in sinergia con il progettista della rete aeraulica, al fine di poter verificare che le perdite di carico dei silenziatori e dei condotti fonoassorbenti siano idonee a non inficiare la prevalenza dei ventilatori. È quindi buona prassi che il progettista acustico nell’indicare gli elementi “afonici” scelga tra quelli che hanno la minore perdita di carico a parità di prestazione acustica.